Si apprende ora una notizia che diversamente ha già fatto il giro delle più importanti redazioni del mondo, quantomeno del mondo conosciuto. Nella notte tra il 24 e il 25 Gennaio del corrente anno (2011) è stato avvistato nel cielo lombardo un oggetto volante non identificato, uno di quelli a forma di sigaro, come dicono gli esperti, o, come hanno avuto modo di asserire i pochi testimoni che in quel momento si trovavano a testa insù, a forma di bara.
Pare, a voler dar retta agli indigeni, che il fenomeno non sia nuovo nella zona. La concentrazione di avvistamenti sarebbe da localizzare nei pressi di Ar Core, località semisconosciuta dei dintorni, e amena solo fino ad un certo punto, comunque certo non famosa nel mondo per le sue splendide ziggurat o gli affreschi a bomboletta nel sottopasso della stazione.
La formazione geologica del territorio arcorese è costituita da terreno fluvioglaiale (!), particolare da non sottovalutare mai in casi di abduction e di fenomeni ufologici in genere, e il sottosuolo è ricco di argilla e poco poroso. Non per nulla Ar Core (la cosiddetta Twin Peaks italiana, a detta degli esperti del mistero) viene ricordato per la produzione della Gilera, motociclette da sempre argillose, e la sospetta casa Peg Perego (di cui si ignora il significato) misteriosa produttrice di altrettanto misteriosi passeggini in serie. Il quadro è già sufficientemente inquietante, quantomeno lo sarebbe, senza dover aggiungere i rapporti sulla fenomenologia ufo locale. Ufo a vagonate, dicono, ufo di ogni forma e colore e di ogni provenienza, ufo di ogni età e foggia, che calerebbero in quel di Ar Core in determinate sere, per scomparire verso l'alba, lasciando lunghe scie biancastre nel cielo che si va schiarendo. Scie biancastre, il più delle volte, e in certi casi sulle tonalità del grigio con sfumature fosforescenti.
Uno dei nostri inviati più validi è già al lavoro a tradurre gli articoli (con l'aiuto imparziale di Google translater) di inviati giunti da tutto il mondo per indagare i misteri di questa cittadina che di ridente ha solo uno dei suoi 17.636 abitanti, e in realtà avrebbe poco altro da ridere, o punto, se non forse alle spalle di qualcuno. In poche parole pare che alcune delle maggiori testate del globo terracqueo abbiano subodorato la notizia e vogliano fare della cittadina in questione, Ar Core (Ar-cuore) (Hard-core), un sorta di Twin Peaks, come già accennato in precedenza, questo perchè i misteri non si fermerebbero a qualche avvistamnento ufo, ma riguarderebbero i molti e numerosi (forse numerosissimi, a sentire il Vescovo) casi di incontri ravvicinati del terzo tipo, e altri fenomeni ancora, abduction, luci che salgono dal locale fiume Lambro (Lambro, dov'è che ho già sentito questo nome?) e si perdono in bolle svenevoli, cani a due teste, giovani ragazze nude che corrono per i boschi e che scompaiono al primo baluginare dei raggi lunari (o di altri raggi bluastri), apparizioni di vecchi conti in sanguinose rese dei conti, avvocati che si masturbano dietro gli alberi e casalinghe che si muovono per le strade notturne con passo zombico e rivoli di bava fredda e radioattiva (!!) agli angoli della bocca. Ovviamente possono essere solo sogni ad occhi aperti o scherzi di qualche citrullo del luogo (luogo e limitrofi, e anche oltre), ma l'idea di una Twin Peaks italiana già sollazza molti, forse troppi. Cercheremo prove, tasteremo il terreno (e, se ne avremo l'occasione, non solo quello), e sempre torneremo qui per rendere conto di quanto scoperto.
Per ora possiamo aggiungere che è scomparso, nella stessa zona e nella stessa notte dell'avvistamento di cui sopra, un signore di 75 anni, tale Elvino Bongusto, agricoltore della zona, già operaio in gioventù della Gilera, fabbrica nella quale svolgeva il ruolo del maggiordomo, poi disoccupato per diversi anni e alla fine, appunto, agricoltore di successo (inventò e rese noti nel mondo i Cavoli Amari di Ar Core, poi anche le Patate Dolci, sempre di Ar Core). Quando si è volatilizzato stava lavorando alla creazione di una nuova specie ittica da liberare nel Lambro. Pare che assieme al signor Bongusto siano scomparsi almeno due prototipi dei nuovi pesci, che teneva sempre con sè, stringendoli sotto braccio come usano fare i francesi con le baguette.
I nipoti sono sgomenti, i figli per la verità un po' meno, perchè sono dell'idea - parole loro - che il padre fosse da sempre incline a colpi di testa (senza specificare quali) e in fondo un po' tocco. La moglie morì quindici anni addietro in circostanze che alcuni dei paesani ritengono "poco chiare".
I DOTTORI SONO BUONI QUI, E I TOPI ANCHE, E GLI INFERMIERI. NON MI POSSO LAMENTARE.
POTREI ESSERE CHIUSO NEL GUSCIO DI UNA PICCOLA NOCE E SENTIRMI IL RE DELL'UNIVERSO, MA FACCIO BRUTTI SOGNI, E POI SENTO SEMPRE QUELLE MALEDETTE VOCI DAGLI SCARICHI, CHE NON TACCIONO.
POTREI ESSERE CHIUSO NEL GUSCIO DI UNA PICCOLA NOCE E SENTIRMI IL RE DELL'UNIVERSO, MA FACCIO BRUTTI SOGNI, E POI SENTO SEMPRE QUELLE MALEDETTE VOCI DAGLI SCARICHI, CHE NON TACCIONO.
venerdì 28 gennaio 2011
martedì 25 gennaio 2011
Sempre. Più. In. Alto.
Chiedersi chi e perchè si sia dato da fare, organizzandosi, prendendosi i propri rischi per esumare e portare via la bara di uno dei padri della patria berlusconiana, è il minimo che si possa fare. Darsi una risposta che abbia una parvenza di logica, invece, pare essere al di sopra delle capacità deduttive di un essere umano.
Il succitato Mike (il padre della patria di cui sopra) non era una rockstar, nè una procace ballerina o igienista mentale, bensì un signore nato a Nuova York e morto a Monte Carlo. Se non fosse stato per la mamma e i nonni paterni, ce lo saremmo risparmiato.
Dopo aver tentato la carriera giornalistica in Usa e in Italia, con un passato da valorosa staffetta bilingue partigiana, diventa il pioniere di un lavoro appena inventato: legge delle domande a delle persone che vengono definiti concorrenti, e poi controlla su un foglio se le risposte ricevute sono esatte o meno. Non ci crederete, ma data la specificità del suo lavoro (più o meno da catena di montaggio a Mirafiori) diventa ricco, famoso e, alla sua morte, l'8 Settembre del 2009, si merita i funerali di stato, il che la dice lunga sullo "stato dello Stato". Qualche tempo fa il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini propone una televisione in ogni aula e invita gli studenti a studiare il da poco passato a miglior vita Bongiorno Mike, e questo la dice lunga sullo stato dell'Istruzione nonchè del ministro.
Insomma, sorvolando sulla gran parte della sua biografia, più o meno meritoria (c'è da riconoscergli che oltre ad essersi schierato dalla parte giusta durante il conflitto mondiale, non si sà di sue visite ad Arcore che non fossero meno che decorose), stiamo parlando di un uomo che fu del tutto nella media e, a voler essere oscenamente schietti, anche un pelo al di sotto. Infatti divenne il Re delle gaffe, che è una parola fine, credo di origine francese, per dire "minchiate", e per le telepromozioni con relativi slogan da sottosviluppati felici e contenti. Ora, tornando a noi, a bomba, sulla fredda e disperante cronaca: chi mai si può voler portare a casa le spoglie mortali di mister Mike Bongiorno?
Nella stessa zona, non molto distante da dove se ne stava seppellito il signor Bongiorno, a Meina, sul Lago Maggiore, venne sottratta al proprio riposo eterno la salma di Enrico Cuccia, già mister Mediobanca. Era il Marzo del 2001. Venne poi fuori che si trattava di due operai di acciaieria a corto di soldi, valsusini. Due poveracci, come si dice in questi casi. Si parlò all'epoca di sette esoteriche se non proprio sataniche, di folli più o meno isolati, ma erano solo due omini a corto di soldi. Vennero presi grazie alle intercettazioni telefoniche e al processo il loro datore di lavoro chiese che non fossero incarcerati, in quanto in fondo si trattava di due buoni diavoli, e che sarebbero stati certamente peggio in acciaieria che nelle patrie galere.
Vennero messi sotto controllo una quantità abnorme di telefoni pubblici, e infatti i due (o forse all'inizio uno solo, non ricordo e non voglio ricordarlo con precisione) vennero arrestati all'interno di una cabina pubblica del telefono mentre cercavano di convincere i parenti del Cuccia a pagar loro un riscatto.
Ora, volendo escludere che i due rapitori del Cuccia post mortem siano recidivi, fatto che più che raro sarebbe oltremodo stupido, rimangono come sospetti più o meno tutti gli altri. Cioè tutto il resto degli italiani. Vale a dire, nessuno.
Rimane (essendo andata inevasa la prima domanda) il secondo quesito: perchè? Perchè mai sottrarre un corpo, che ad occhio e croce dovrebbe essere in un discreto stato decompositivo, per portarselo via? Anche in questo caso troveranno la bara in una baita di mezza montagna? Chiedereanno un riscatto? L'hanno già chiesto? E poi, una domanda che mi sono posto anche nella scorsa occasione, cioè nel caso Cuccia: se venisse pagato il riscatto, come diavolo si fa a far ritrovare la "refurtiva" senza farsi beccare con le mani nella marmellata? Voglio dire non è una borsa, una valigetta, un microchip e neppure un cagnolino da signora per bene. E' una bara, mon dieu!
E comunque, anche se questo volesse essere semplicemente un gesto dimostrativo, va fatto presente ai sequestratori che post mortem non si ottiene più niente,(neppure le rivincite, che vanno si gustate fredde, ma neppure poi troppo!) se non qualche pagina sui giornali e un diffuso senso di mistero (e di sconcerto, e qualche velata ironia) nella popolazione disorientata da tale bassezza morale.
Come dicevano i cronisti del bel tempo che fu, << Seguiremo gli sviluppi. >>, o attendiamo gli sviluppi o qualcosa del genere. Chissà che non se ne occupi anche Chi l'ha visto?
Quaggiù i topi, topi e pantegane per essere precisi, e anche quegli altri animaletti scuri e puzzolenti che nessuno qui sà più come si chiamano (che manco si prendono la briga di squittire, solo fanno si con la testa), comunque tutta la fauna di quaggiù si dice sconcertata, e schifata dal comportamento di certa gente. Stanno tutti aspettando una presa di posizione netta da parte della Chiesa e del suo rappresentante, il Santo Padre. Non si può continuare a tacere!
Noi, intanto, stiamo quaggiù, sempre più in basso.
E un appello: restituite quella bara all'affetto dei suoi cari!
venerdì 21 gennaio 2011
Qualunquemente
Se volete ridere, evitatelo. A meno che non vi piaccia ridere sentendovi male, o piangendo nel contempo, o guardandovi allo specchio e vedendovi riflesso un vaso di begonie. Non è un film comico, piuttosto un saggio sociale travestito da film comico, perchè, come si sa, in Italia se vuoi dire qualcosa di serio devi travestirti da pagliaccio altrimenti la gente se ne ha a male e si offende.E' l'analisi impietosa e brutale delle origini stesse del berlusconismo, e come tale, cioè in quanto origine, dal berlusconismo abbondantemente superato. Non troverete alcun spunto, per quanto assurdo ed abbietto possa essere, che non si sia già verificato nella realtà. Anzi, certi sviluppi sono rimasti fuori, forse perchè gli sceneggiatori non hanno sufficiente fantasia o coraggio per azzardare certe cose.
Il film si apre con una scena da film di mafia, ma c'è un particolare, non è una runione mafiosa, è una riunione sistemica, nel senso che di "sistema" ha dato il pentito Calcara, cioè qualcosa che è al di sopra della mafia e di cui la mafia è semplicemente una parte, non per niente si intravede tra i partecipanti un prete. Sistema, cioè mafia, massoneria deviata, servizi segreti deviati, imprenditoria criminale e massonica e alte sfere vaticane. Poi, gli slogan assurdi e vuoti, il colore (in questo caso il viola) che invade il paese, le autobomba come avvertimento che, si sa, chi non sa scrivere è aduso a comunicare i propri sentimenti col tritolo, poi reificazione della donna, la controeducazione delle giovani generazioni, la grigezza del candidato concorrente, che non trova una via per comunicare coi cavernicoli che lo circondano, i brogli elettorali che ricordano tanto quelli denunciati nel documentario Uccidete la democrazia (di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, 2006) e infine la totale assenze della società civile. Il simbolo della corona che invade magliette e spille e non si capisce se vuole essere un omaggio al trash di Corona o un riferimento alla Sacra Corona Unita o alla Massoneria, o magari a tutti e tre. E il ponte sullo stretto (un qualsiasi stretto dei tanti che possiamo immaginarci). E il sogno della presidenza della repubblica. Appunto, è una sorta di prequel degli anni tristi e freddi che seguiranno. E che sono già seguiti.
Subito dopo Mani Pulite in Italia si alzò un pericoloso vento di legalità, presto spazzato via, qualunquemente, dagli italiani stessi.
Un film di Giulio Manfredonia. Con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano.
Commedia, durata 96 min. - Italia 2011. - 01 Distribution
domenica 10 ottobre 2010
Cadere dai palazzi

CADERE DAI PALAZZI
Ho questo amico, molti anni fa, che mi dice che mi vuole raccontare una storia. Per farmi capire dice, per rendermi l’idea. Questo mio amico che molti anni fa non era nessuno, solo uno studente, adesso è giornalista.
<< Senti bene >>, incomincia, e mi racconta la storia di un uomo che cade da un palazzo. Quest’uomo non meglio specificato che cade da un palazzo non meglio specificato, mentre cade, sfrecciando da un piano all’altro dritto al marciapiede molti metri sotto di lui, ad ogni piano si ripete: fin qui tutto bene. Dice << Fin qui tutto bene, fin qui tutto bene. >>, se lo ripete come un mantra come se questo reiterare il concetto potesse fungere da esorcismo e salvarlo dallo schianto. Fin qui tutto bene fin qui tutto bene un cazzo, dice il mio amico, prima o poi lo schianto arriva, deve arrivare, ma non è così. Allora l’uomo passa ad un altro livello e usa le parole in modo diverso, dal momento che la ripetizione delle sue preghiere sembra sortire effetto, decide di dare una regola a tutto questo, una regola che è al contempo una speranza, << L’importante, >>, postula l’uomo che cade dal palazzo, << non è la caduta, ma l’atterraggio. >>
Ora, mi fa notare l’amico molti anni fa, a questo punto l’uomo dovrebbe già essere morto da un pezzo, schiantato a terra, la struttura scheletrica in pezzi, gli organi interni collassati, la scatola cranica sfondata, aperta come un frutto maturo e la materia cerebrale sparsa per il marciapiede, come un gomitolo appiccicoso, invece no. L’uomo è sempre a qualche centimetro da terra, sempre pochi, forse addirittura sempre meno, come logica vorrebbe, ma l’impatto non si concretizza mai. Ora, mi fa quest’amico, l’uomo in realtà non è un uomo, è un paese, uno stato, un sistema paese, una nazione, chiamalo come vuoi mi dice, e non ha modo di impedire l’impatto, solo di ritardarlo all’infinito. Ti dice niente? mi chiede.
Alla fine l’uomo si abitua alla sua condizione, e il cadere perpetuo diventa la sola vita che conosce e che ricorda, non sa immaginare altro che il precipitare, l’aria che gli scivola sui lineamenti, il selciato che si avvicina, il vuoto sotto di sé, questo per lui significa vivere. Ti dice niente? Mi chiede il mio amico.
Ora, non so se questo racconto abbia qualcosa a che vedere coi fatti che seguiranno, non ne ho la benché minima idea, ma forse si, penso. O forse no. Io sono la voce narrante, tanto piacere. La storia che segue è, in fondo, un lento precipitare, o forse un precipitare rapidissimo, come quasi sempre si precipita in fondo. Come tutte le storie che si intrecciano nel sistema paese di cui sopra.
Il mio amico appare nella storia, lo si riconosce facilmente, non perché ce l’abbia voluto infilare io a forza per giustificare questa parabola dell’uomo che cade da un palazzo, uomo che poi non è un uomo bensì uno stato, ma perché in effetti ha avuto una parte, seppur marginale, nel dipanarsi della storia che segue. Ne fa parte lui come il resto della realtà, come i palazzi, certi palazzi, come i servizi segreti, come i morti, come i vivi, le televisioni, e via discorrendo. Questo per dire che questo amico è vivo e reale, di una vita che conosce realmente solo lui, e che io sono la voce narrante.
sabato 19 giugno 2010
Saramago e la Chiesa


Come forse qualcuno di voi saprà è morto Josè Saramago, il primo nobel portoghese, e un grande scrittore, uno dei grandi di questo secolo a cavallo tra due millenni. Forse qualcuno avrà letto il ricordo di Saviano. Dico forse, perchè pur essendo stata data la notizia (e ci mancherebbe altro!) in Italia non ha avuto la risonanza che ci si sarebbe aspettati. Ad esempio quella che ha avuto su giornali stranieri. D'altronde, il suo penultimo libro, una raccolta di brani tratti dal suo blog, era stata rifiutata dalla Einaudi, che per altro aveva pubblicato tutta l'opera di Saramago edita in Italia (ora riproposta da Feltrinelli, almeno i titoli più importanti, per adesso). Il fatto che in uno dei suoi pezzi si permettesse di dare il suo giudizio sul signor B (giudizio non esattamente entusiastico), immaginiamo che non abbia nulla a che vedere col rifiuto della casa editrice di proprietà del signor B, anzi, ne siamo sicuri.
Comunque, dicevamo, è stato dato poco risalto alla morte di uno degli ultimi grandi della letteratura. Fino ad oggi, fino a quando l'Osservatore Romano non ha pensato bene di farci sapere la sua opinione non esattamente entusiastica del signor Saramago. Perchè "è stato un uomo e un intellettuale di nessuna ammissione metafisica, fino all'ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia nel materialismo storico, alias marxismo","si dichiarava insonne al solo pensiero delle crociate, o dell'inquisizione, dimenticando il ricordo dei gulag, delle 'purghe', dei genocidi, dei samizdat culturali e religiosi",perchè nel "Vangelo secondo Gesù", lanciò una "sfida alla memorie del cristianesimo di cui non si sa cosa salvare se, tra l'altro, Cristo è figlio di un Padre che imperturbato lo manda al sacrificio; che sembra intendersela con Satana più che con gli uomini; che sovrintende l'universo con potestà senza misericordia. E Cristo non sa nulla di Sè se non a un passo dalla croce; e Maria Gli è stata madre occasionale; e Lazzaro è lasciato nella tomba per non destinarlo a morte suppletiva".
Quantomeno sono riusciti a far si che si parlasse un minimo di Saramago, qui in Italia. Tra l'altro continuo ad illudermi che essendo questa - apparentemente - una democrazia, tutti abbiano il diritto di dire la propria opinione, anche giornali di uno stato straniero con cui non ho nulla a che vedere.
In questo senso, avendo anch'io una mia opinione, e anche i topi quaggiù sotto mi pregano di citarli, mi sento in diritto di ricordare alcuni piccoli particolari.
La foto sopra, non vi dice niente?
Allego qui sotto un paio di virgolettati di alti prelati argentini:
Nel dicembre del 1976, la Conferenza Episcopale Argentina inviò un messaggio al capo della giunta militare, il generale Videla: "In occasione delle prossime feste natalizie e per esprimere i nostri fervidi e cordiali auguri di un felice natale (…) a sua Eccellenza e a coloro che la accompagnano nel duro e rischioso compito di servire la Patria anche a costo della vita, questa Commissione Permanente saluta sua Eccellenza con la più distinta considerazione e la promessa di umili e quotidiane preghiere al Signore".
"L'Esercito sta espiando l'impurità del nostro Paese… i militari si sono purificati nel Giordano del sangue perché possano porsi alla testa del Paese intero…" (Monsignor Victorio Bonamín, provicario delle Forze Armate, omelia del 23 settembre 1975).
"La lotta anti-guerrigliera è una lotta per la Repubblica Argentina, per la sua integrità ma anche per i suoi altari… Questa lotta è una lotta in difesa della morale, della dignità umana, è una lotta in difesa di Dio… Perciò invoco la protezione divina in questa guerra sporca in cui siamo impegnati…" (Monsignor Bonamín, 6 dicembre 1977).
"A volte la repressione fisica è necessaria, è obbligatoria e, in quanto tale, lecita" (Monsignor Miguel Medina, vicario generale delle Forze Armate, aprile 1982).
"In Argentina non ci sono fosse comuni e ad ogni cadavere corrisponde una bara. Tutto è stato regolarmente registrato nei libri relativi… Desaparecidos? Non bisogna confondere le cose. Lei sa che vi sono desaparecidos che vivono tranquillamente in Europa…" (Monsignor Juan Carlos Aramburu, arcivescovo di Buenos Aires e cardinale; dichiarazioni rilasciate al quotidiano "Il Messaggero", 19 novembre 1982).
Tutti i virgolettati sono tratti da:http://www.ilprimoamore.com/testo_526.html
Inoltre è consigliabile la lettura di: L'isola del silenzio, Fandango libri, di Horacio Verbitsky, Il volo, fandango libri, di Horacio Verbitsky, e Per vendetta, Rizzoli, di Alessandro Perissinotto.
Non so se la fotografia sia abbastanza chiara, comunque si tratta di Giovanni Paolo II con l'amico Pinochet, e Jorgito Videla.
Si stringono la mano. Che carini.
Esattamente quello che avrebbe fatto Gesù Cristo se si fosse trovato di fronte ad un sanguinario dittatore che ha fatto ammazzare all'incirca trentamila persone durante una guerra non dichiarata in cui si capiva chi era l'aggressore ma non chi fosse l'aggredito. O, per meglio dire, aggrediti erano tutti quelli che non la pensavano come l'aggresore.
Per fortuna sei morto di vecchiaia e a casa tua, e non lanciato da un aereo in mare aperto (metodo benedetto dai cappellani militari. Vedi pag 35 de Il volo, Fandango, di H. Verbitsky: "Il giorno dopo (il volo) non mi sentivo molto bene e sono andato a parlare con il cappellano della Scuola che mi ha fornito una spiegazione cristiana della cosa... Mi diceva che era una morte cristiana perchè non soffrivano, perchè non era traumatica. Diceva che dovevano essere eliminati, che la guerra era la guerra, che perfino nella Bibbia era prevista l'eliminazione dell'erba cattiva dai campi di grano"), per fortuna l'unica cosa che possono dirti - adesso che non puoi replicare - è che valevi poco. Peccato che non ricordino che hai identificato la bontà come suprema forma dell'intelletto.
Tanti saluti a tutti, anche dai topi.
Un topo, quaggiù, mi domanda: ma quel delinquente sepolto in chiesa in mezzo ai papi (De Pedis, lo dico io perchè il topo non ricorda il nome), ma che fine ha fatto poi? Qui c'è un gruppo di topi che sostiene si sia trattato di un errore, che qualcuno l'ha scambiato per un papa.
Un altro dice, ci sta, a questo mondo non si puoi mai sapere. E poi, mai pensar male.
sabato 5 giugno 2010
Saviano parlava di Aosta (possibile non accorgersene?)
Borriello se l'è presa con Saviano perchè, dice, lui si è fatto i soldi parlando male della sua città (Aosta). Sconcerto tra i compagni di squadra: << Non pensavamo sapesse leggere. >>
In effetti si è scoperto che il libro Gomorra glielo ha raccontato Ronaldinho, che però non lo aveva letto neppure lui. Glielo aveva raccontato, a sua volta, Adriano, che ne aveva sentito parlare da un narcos della sua favela favorita, ma erano ubriachi tutti e due e non è chiaro neppure adesso se il narcos l'avesse realmente letto, il libro. La storia che è giunta alle orecchie di Borriello faceva più o meno così: la Campania, e Napoli (la Aosta del libro, per chi non lo avesse letto), è in mano a certi tizi con soprannomi strani, che non sarebbero bella gente. Poi,nella narrazione, certi muoiono e certi altri non buttano la spazzatura dove andrebbe gettata. A volte si sentono degli spari, ma forse è qualcuno che festeggia, non si capisce bene. Saviano, secondo questa versione, non farebbe nomi specifici, almeno nel libro, ma sosterrebbe che certe cose non sono affatto belle.
E' comprensibile che Borriello abbia ritenuto questa ricostruzione assolutamente non credibile, e messa in piedi da qualcuno con la chiara volontà di distorcere la realtà. Comunque alla fine si è scusato, non era stato capito il suo intervento: lui voleva dire che il libro non è una guida turistica (certo non ad Aosta città, al massimo si può pensare si volesse descrivere la periferia)innanzitutto perchè non ci sono le fotografie, e poi non si trova d'accordo con la pettinatura di Saviano. Riflette troppo.
Il sindaco di Aosta ha fatto sapere che è tutto risolto e lui non si è mai sentito offeso nè dall'uno nè dall'altro. Ha aggiunto che le prossime vacanze di Natale le trascorrerà da sua sorella a Bogotà. Forse là incontrerà Boldi, o De sica. Comunque non tutti e due, e soprattutto non tutti e due insieme.
In effetti si è scoperto che il libro Gomorra glielo ha raccontato Ronaldinho, che però non lo aveva letto neppure lui. Glielo aveva raccontato, a sua volta, Adriano, che ne aveva sentito parlare da un narcos della sua favela favorita, ma erano ubriachi tutti e due e non è chiaro neppure adesso se il narcos l'avesse realmente letto, il libro. La storia che è giunta alle orecchie di Borriello faceva più o meno così: la Campania, e Napoli (la Aosta del libro, per chi non lo avesse letto), è in mano a certi tizi con soprannomi strani, che non sarebbero bella gente. Poi,nella narrazione, certi muoiono e certi altri non buttano la spazzatura dove andrebbe gettata. A volte si sentono degli spari, ma forse è qualcuno che festeggia, non si capisce bene. Saviano, secondo questa versione, non farebbe nomi specifici, almeno nel libro, ma sosterrebbe che certe cose non sono affatto belle.
E' comprensibile che Borriello abbia ritenuto questa ricostruzione assolutamente non credibile, e messa in piedi da qualcuno con la chiara volontà di distorcere la realtà. Comunque alla fine si è scusato, non era stato capito il suo intervento: lui voleva dire che il libro non è una guida turistica (certo non ad Aosta città, al massimo si può pensare si volesse descrivere la periferia)innanzitutto perchè non ci sono le fotografie, e poi non si trova d'accordo con la pettinatura di Saviano. Riflette troppo.
Il sindaco di Aosta ha fatto sapere che è tutto risolto e lui non si è mai sentito offeso nè dall'uno nè dall'altro. Ha aggiunto che le prossime vacanze di Natale le trascorrerà da sua sorella a Bogotà. Forse là incontrerà Boldi, o De sica. Comunque non tutti e due, e soprattutto non tutti e due insieme.
domenica 9 maggio 2010
Uomini e topi, vulcani e Draquila. E un topo che disquisisce sulla superiorità culturale dei topi sugli italiani
Buonasera a tutti, lassù.
Mi è giunta voce che le agenzie di rating ci abbiano indicati, noi come Italia, a rischio crisi.
Ma dai?!?
Hanno spostato un indice e siamo diventati a rischio. Pensate se muovevano un pollice!
Poi, avete notato che non ci sono più, nel panorama politico nostrano, politici grassi come una volta? Uno Spadolini, un Andreatta. Io non ne vedo più. E' inquietante questa cosa.
Poi, avete visto Draquila? No? fatelo subito, correte, nulla di nuovo (quasi nulla di nuovo per quel che mi riguarda), ma tutto messo bene in fila, in ordine e, come si sa, qualsiasi cosa messa in fila crea terrore. Se qualcuno non si fosse accorto dove siamo finiti (non più dove stiamo andando, perchè siamo già arrivati) si guardi il documentario della Guzzanti e suderà freddo.
Poi, l'arcivescovo di Vienna ha denunciato che il cardinal Sodano non è esattamente quel che si dice un'anima bella, e difficilmente potrà puntare alla santità.
Ma dai?!?
Bondi non andrà a Cannes perchè il film della Guzzanti sputtana l'Italia.
Come se Bondi le desse lustro. Comunque, tutto sommato, questa mi pare una buona notizia.
Poi, Scajola si dimette per capire chi gli ha comprato casa. Ci sono buone speranze che la giustizia trionfi e il mistero venga risolto, tireremo tutti un sospiro di sollievo. Peccato che con le nuove leggi antidemocratiche, non lo sapremo mai. Quindi rimarremo col dubbio di chi è lo screanzato che se ne va in giro per l'Italia a pagare le case altrui. Abbasso i benefattori!!
Poi, a proposito, ma qualcuno ha mai letto le poesie di Bondi?
Pare siano state pubblicate postume.
Poi, il vulcano islandese erutta. Non si può dargli torto, chi di noi in una situazione del genere non erutterebbe, almeno un po'? Fa parte dei privilegi (e dei doveri) dell'essere un vulcano.
Un altro dei privilegi di essere un vulcano, a proposito, ora che ci penso, è sommergere il globo ed i suoi abitanti di lava incandescente. Chissà cosa diavolo combinavano i Pomepiani per essere ridotti in quello stato, se a noi per ora non capita niente? La risposta dei vulcanologi a questo riguardo, sul perchè un vulcano non ci abbia ancora fatti lessi, è stata: culo.
Poi, scusate, ma chi cazzo è sto Anemone? E' possibile che stia dappertutto? Ho sempre sospettato dei fiori. Sono così belli, ma perchè lo diventino bisogna ricoprirli di merda. Non mi pare un modo sano di crescere.
Non so, ci sono talmente tante cose, dalla morte di Mattei a questa parte, passando per Pasolini e finendo all'altroieri, passando per la P2 e la P3 (che non sono consolle per videogiochi) che ormai direi che il quadro è chiaro anche ad un cretino (vieni avanti!).
Poi, è tornato in auge l'affaire legato all'attentato a Falcone all'Addaura. Erano presenti due gruppi distinti, uno formato da mafiosi e uomini della stato che cercavano di far esplodere il giudice, l'altro gruppo formato da uomini dello stato che cercavano di non far esplodere il giudice, senza però beccare quelli dell'altro gruppo perchè altrimenti, così facendo, avrebbero sputtanato lo stato stesso.
Conclusione: una parte dello stato voleva morto Falcone, l'altra no. Conclusione parte seconda: ci sono due stati, uno dentro l'altro, uno stato e un antistato. Forse, però, adesso è l'antistato che ha dentro di sè qualche pezzo sano di stato, e cerca di espellerlo come le persone dabbene sono aduse a fare in bagno (leggasi 'defecare', con rispetto parlando)
Poi, ma che fine ha fatto Tartaglia?
Non è che gli fanno fare la fine di Cucchi o del Lambro?
Comunque, da quaggiù, dagli scarichi delle fogne, non arriva che qualche eco del vostro mondo e tutti qui siamo d'accordo sul commento, che poi è anche un giudizio in qualche modo: bella merda! (e contate che siamo noi nelle fogne!)
Voglio dire, mi pare chiaro che si sta meglio quaggiù. I topi ci sono, belli grossi anche, e anche gli stronzi, belli grossi anche quelli, ma poi basta. Voi lassù state davvero esagerando.
Quaggiù, tra i topi neri e noialtri che ci viviamo per libera scelta o per caso, abbiamo votato per alzata di mano (i topi alzavano la coda, che di solito per i topi di questa fogna in particolare ha le dimensioni ppiù o meno di un braccio), ed è venuto fuori quasi all'unanimità che tra il vulcano e Bondi, tifiamo per il vulcano. Invece tutti hanno aprezzato il gesto di Scajola, un gesto da uomo delle istituzioni, ma non siamo riusciti a metterci d'accordo di quale gesto stessimo parlando.
Comunque chi non ha alzato la mano per votare a favore del vulcano ha poi ammesso di sperare, così facendo, di essere tema del prossimo libro di poesie di Bondi, e raggiungere l'immortalità, almeno quella letteraria. Si trattava di un topo, bollato come pervertito dal resto della sua comunità, e di un ex sottosegretario dei begli anni che furono.
I topi, a volte, son proprio delle belle persone, a conoscerli bene. E viceversa ovviamente.
Anche i topi hanno notato che non ci sono più politici grassi. Anche loro sono rimasti scossi da questa cosa. Quello più grasso, o comunque più in carne, s'è deciso che pare essere la trans Natalie, e comuqnue non è certo uno Spadolini. Borghezio una volta era bello in carne, ma adesso è dimagrito, pare patito addirittura. Poi ci sarebbe Jerry Scotti, ma anche lui, se all'inizio lasciava promottere bene, ora come ora non dà più le soddisfazioni che ci poteva aspettare. Dev'essere a dieta, forse seguito da un personal trainer. Comunque, adipe a parte, Scotti riteniamo sia il migliore, come politico.
L'altra sera, parlando coi topi, ho dovuto ammettere una cosa. Si stava parlando della superiorità culturale degli italiani sui topi. E' stato un dibattito piuttosto lungo in cui loro argomentavano sulle grandi conquiste della società dei topi, e del benessere che da queste è derivato, e io controbattevo. Poi uno s'è alzato sulle zampette posteriori, Non è che mi sbaglio, ma voi non avete concesso i funerali di stato a tale MIke Bongiorno?
Ho dovuto ammettere che era così.
Ma come potevo non piangere? Sono diventato tutto rosso e sono corso via.
Mi è giunta voce che le agenzie di rating ci abbiano indicati, noi come Italia, a rischio crisi.
Ma dai?!?
Hanno spostato un indice e siamo diventati a rischio. Pensate se muovevano un pollice!
Poi, avete notato che non ci sono più, nel panorama politico nostrano, politici grassi come una volta? Uno Spadolini, un Andreatta. Io non ne vedo più. E' inquietante questa cosa.
Poi, avete visto Draquila? No? fatelo subito, correte, nulla di nuovo (quasi nulla di nuovo per quel che mi riguarda), ma tutto messo bene in fila, in ordine e, come si sa, qualsiasi cosa messa in fila crea terrore. Se qualcuno non si fosse accorto dove siamo finiti (non più dove stiamo andando, perchè siamo già arrivati) si guardi il documentario della Guzzanti e suderà freddo.
Poi, l'arcivescovo di Vienna ha denunciato che il cardinal Sodano non è esattamente quel che si dice un'anima bella, e difficilmente potrà puntare alla santità.
Ma dai?!?
Bondi non andrà a Cannes perchè il film della Guzzanti sputtana l'Italia.
Come se Bondi le desse lustro. Comunque, tutto sommato, questa mi pare una buona notizia.
Poi, Scajola si dimette per capire chi gli ha comprato casa. Ci sono buone speranze che la giustizia trionfi e il mistero venga risolto, tireremo tutti un sospiro di sollievo. Peccato che con le nuove leggi antidemocratiche, non lo sapremo mai. Quindi rimarremo col dubbio di chi è lo screanzato che se ne va in giro per l'Italia a pagare le case altrui. Abbasso i benefattori!!
Poi, a proposito, ma qualcuno ha mai letto le poesie di Bondi?
Pare siano state pubblicate postume.
Poi, il vulcano islandese erutta. Non si può dargli torto, chi di noi in una situazione del genere non erutterebbe, almeno un po'? Fa parte dei privilegi (e dei doveri) dell'essere un vulcano.
Un altro dei privilegi di essere un vulcano, a proposito, ora che ci penso, è sommergere il globo ed i suoi abitanti di lava incandescente. Chissà cosa diavolo combinavano i Pomepiani per essere ridotti in quello stato, se a noi per ora non capita niente? La risposta dei vulcanologi a questo riguardo, sul perchè un vulcano non ci abbia ancora fatti lessi, è stata: culo.
Poi, scusate, ma chi cazzo è sto Anemone? E' possibile che stia dappertutto? Ho sempre sospettato dei fiori. Sono così belli, ma perchè lo diventino bisogna ricoprirli di merda. Non mi pare un modo sano di crescere.
Non so, ci sono talmente tante cose, dalla morte di Mattei a questa parte, passando per Pasolini e finendo all'altroieri, passando per la P2 e la P3 (che non sono consolle per videogiochi) che ormai direi che il quadro è chiaro anche ad un cretino (vieni avanti!).
Poi, è tornato in auge l'affaire legato all'attentato a Falcone all'Addaura. Erano presenti due gruppi distinti, uno formato da mafiosi e uomini della stato che cercavano di far esplodere il giudice, l'altro gruppo formato da uomini dello stato che cercavano di non far esplodere il giudice, senza però beccare quelli dell'altro gruppo perchè altrimenti, così facendo, avrebbero sputtanato lo stato stesso.
Conclusione: una parte dello stato voleva morto Falcone, l'altra no. Conclusione parte seconda: ci sono due stati, uno dentro l'altro, uno stato e un antistato. Forse, però, adesso è l'antistato che ha dentro di sè qualche pezzo sano di stato, e cerca di espellerlo come le persone dabbene sono aduse a fare in bagno (leggasi 'defecare', con rispetto parlando)
Poi, ma che fine ha fatto Tartaglia?
Non è che gli fanno fare la fine di Cucchi o del Lambro?
Comunque, da quaggiù, dagli scarichi delle fogne, non arriva che qualche eco del vostro mondo e tutti qui siamo d'accordo sul commento, che poi è anche un giudizio in qualche modo: bella merda! (e contate che siamo noi nelle fogne!)
Voglio dire, mi pare chiaro che si sta meglio quaggiù. I topi ci sono, belli grossi anche, e anche gli stronzi, belli grossi anche quelli, ma poi basta. Voi lassù state davvero esagerando.
Quaggiù, tra i topi neri e noialtri che ci viviamo per libera scelta o per caso, abbiamo votato per alzata di mano (i topi alzavano la coda, che di solito per i topi di questa fogna in particolare ha le dimensioni ppiù o meno di un braccio), ed è venuto fuori quasi all'unanimità che tra il vulcano e Bondi, tifiamo per il vulcano. Invece tutti hanno aprezzato il gesto di Scajola, un gesto da uomo delle istituzioni, ma non siamo riusciti a metterci d'accordo di quale gesto stessimo parlando.
Comunque chi non ha alzato la mano per votare a favore del vulcano ha poi ammesso di sperare, così facendo, di essere tema del prossimo libro di poesie di Bondi, e raggiungere l'immortalità, almeno quella letteraria. Si trattava di un topo, bollato come pervertito dal resto della sua comunità, e di un ex sottosegretario dei begli anni che furono.
I topi, a volte, son proprio delle belle persone, a conoscerli bene. E viceversa ovviamente.
Anche i topi hanno notato che non ci sono più politici grassi. Anche loro sono rimasti scossi da questa cosa. Quello più grasso, o comunque più in carne, s'è deciso che pare essere la trans Natalie, e comuqnue non è certo uno Spadolini. Borghezio una volta era bello in carne, ma adesso è dimagrito, pare patito addirittura. Poi ci sarebbe Jerry Scotti, ma anche lui, se all'inizio lasciava promottere bene, ora come ora non dà più le soddisfazioni che ci poteva aspettare. Dev'essere a dieta, forse seguito da un personal trainer. Comunque, adipe a parte, Scotti riteniamo sia il migliore, come politico.
L'altra sera, parlando coi topi, ho dovuto ammettere una cosa. Si stava parlando della superiorità culturale degli italiani sui topi. E' stato un dibattito piuttosto lungo in cui loro argomentavano sulle grandi conquiste della società dei topi, e del benessere che da queste è derivato, e io controbattevo. Poi uno s'è alzato sulle zampette posteriori, Non è che mi sbaglio, ma voi non avete concesso i funerali di stato a tale MIke Bongiorno?
Ho dovuto ammettere che era così.
Ma come potevo non piangere? Sono diventato tutto rosso e sono corso via.
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